Passione e Morte di Cristo: Riflessioni

La rappresentazione sacra della “Passione di Cristo” è senza dubbio un’occasione per aiutare a celebrare e vivere la Pasqua di Gesù, immergersi nel Mistero della Sua morte e resurrezione. Sono e siamo convinti che può suscitare sentimenti profondi di fede, e non un semplice e freddo tentativo di voler rappresentare teatralmente il mistero centrale della nostra fede.

La Chiesa, che ci chiama a celebrare e a vivere ogni anno la Pasqua di Gesù, ci invita a confrontarci e a considerare nella nostra vita il Suo patire, perché possiamo conoscere sempre più Colui che veramente ci ama e ha dato la vita per noi.

Davanti al Suo volto dolorante e piagato possiamo comprendere le nostre e altrui sofferenze, perché riconoscendo in noi la causa di tanti oltraggi, possiamo cambiare vita e passare dal peccato alla vita di grazia.

S. Francesco piangeva nel meditare la passione di Gesù Cristo e si dispiaceva nel vedere gli uomini ingrati che non l’amano e non lo pensano. Se mediteremo la crocifissione di Gesù, saremo spinti ad allontanarci dal peccato ed infiammati ad amare un Dio così innamorato dell’uomo, che la malizia del peccato lo ha ridotto a soffrire una morte così amara.

“Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione.” (dal libro di Isaia, verso 53:5)

don Luigi De Rosa